Crew: Alberto, Andrea, Anna, Francesco, Mariù, Serena
Il ritrovo per la partenza è alle 16 ma non sono in grado di definire il luogo perchè non sono di Como. L’obiettivo della giornata è veleggiare con calma verso l’Isola Comacina per vedere, dalla miglior posizione, i fuochi di San Giovanni (ne sento parlare da quasi un anno come del più eccezionale avvenimento di folklore a livello europeo). La giornata è splendida e l’umore dell’equipaggio è altissimo, grazie anche allo stile vacanziero dei partecipanti e alle abbondanti scorte di cibo e bevande. Le fanciulle, neofite della vela, permettono ai ragazzi di fare sfoggio di tutte le loro abilità nonchè di racconti da lupi di mare in stile pubblicità della Birra Moretti.
Si parte in perfetto orario con il programma dopo aver issato la vela dietro, che in questo momento non ricordo se è il fiocco o la randa (penso la seconda), anche se si va a motore (perchè sul basso lago non c’è mai vento) per dare stabilità alla barca (aggiungo queste precisazioni per dimostrare che le lezioni non sono state vane). Il timone viene subito affidato alla Mariù che, convinta di andare dritta, ci porta a spasso per tutto il lago, ma a lei va tutta la mia stima perchè io non so fare neanche quello.
La traversata procede tranquilla fino a che Andrea non si butta in acqua dalla barca in movimento, al che ovviamente segue il bagno di tutta la ciurma, molto rinfrescante. Si riparte quindi con l’umore ancora più alto di prima. Più avanti si solleva una lieve brezza, il che ci consente di andare per un po’ anche a vela e di provare qualche manovra (e Alberto conferma che la Greentosa è proprio una bella barca). Arriviamo in perfetto orario aperitivo davanti all’isola e riusciamo ad ormeggiare in una posizione ottimale agganciati a tutto ciò a cui ci potevamo agganciare, perchè, nel frattempo, la lieve brezza si è trasformata in un freddo vento presagio di temporale e il sole ha lasciato posto a scuri nuvoloni in rapido avvicinamento. Infatti, non appena sistemati, scoppia il temporale più atteso ma anche violento degli ultimi dieci anni. Spettacolo della natura e tutto quello che si vuole, ma abbastanza impressionante dal punto di vista oscillatorio… Ma avendo evidentemente degli stomaci di ferro, la bufera non ci ha impedito di ingozzarci di patatine, pizza e prosciutto, vino e birra.
Dopo almeno mezz’ora di scatenamento degli elementi naturali torna il sereno e quindi siamo usciti a riveder non ancora le stelle ma un bellissimo scenario, pronti per ammirare i fuochi d’artificio più belli del mondo (dopo quelli della festa di Olcella). Purtroppo l’organizzazione annuncia che la manifestazione è rimandata e non ci resta che tornare mestamente verso Como, un po’ delusi, molto infreddoliti (e senza luce), sotto una leggera ma continua pioggerella, ma con una di quelle storie epiche che, una volta tornati, diventa una delle migliori avventure da raccontare per bullarsi con gli amici.
Alla fine della giornata, sebbene stanchi morti, il morale rimane alto grazie alla bellissima giornata trascorsa (e all’idea di riprovarci quando faranno i fuochi). Un ringraziamento ancora ad Andrea per aver organizzato la gita e per averci invitati e un rammarico per la sua insalata di riso rimasta integra.
Non so se questa pagina del diario di bordo andrà bene o meno perchè è la prima che scrivo e non ne ho mai lette altre, perchè non ci capisco niente di barche e di vela e poco anche di laghi e l’unica cosa che so del vento è che mi fa stare i capelli lisci. Non so se ho scritto delle stupidaggini, se si capisce, nè se i termini sono giusti, ma posso migliorare dal momento che sotto la voce cime aggiungerò corde dopo di rapa con le orecchiette.
Sono sicuramente pronta a ripetere l’esperienza!











