
Crew: Andrea, Roberta
Sole alto, caldo torrido… come non accettare l’invito di Pannoch (ops! Andrea, ora che ha passato i 30) sulla tanto decantata Green? Proposta accolta… ignara di quel che mi aspettava! Prima di oggi, infatti, l’unico contatto tra me ed una barca a vela era stato, tempo fa, sulla tosca Illenic… Allora, però, avevo goduto del privilegio da signora lucertola stesa al sole… questa volta, invece, le condizioni sono ben diverse: in primis, il lago, e non il mare. In secundis, in due, e non in otto! Ergo, Robi, devi dare una mano!
Motore acceso, si parte. In sottofondo, qualcuno sulla riva sta facendo cantare il Davide… quale miglior principio d’uscita? Capitan Andrea mi affida il timone, fiducioso delle mie potenzialità (..?!?). Digiuna di qualsiasi cognizione velistica, mi appresto, lemme lemme e comunque sotto le indispensabili dritte del capitano, ad uscire dal porto… che emozione, sto portando una barca! Tra un’occhiata al timone ed una al panorama comasco, tra ville di calciatori, ospizi (!!) e lidi vari, procedendo a volte a zig zag, più spesso dritto (e guai a chi mi contraddice!!) trascorriamo una piacevole oretta diretti a Faggeto. Lì, infatti, assicura il Comandante, il lago è balneabile e potremo tranquillamente aspettare che si alzi il vento (attesa che tuttavia si rivelerà vana).
Si ormeggia. Andrea non esita un nanosecondo a tuffarsi, io, temporeggio qualche minuto, convinta di resistere al caldo torrido, a cui, invece, in breve, mi devo piegare… e vai, con una performance degna di un delfino. La distrazione è dietro l’angolo (non che ci siano angoli nel mezzo del lago, è un modo di dire, no??) e se guardo in alto, a destra o a sinistra che sia, il timone segue quasi inevitabilmente il mio sguardo… uff, che fatica! Però non c’è che dire, andare a vela è davvero un lento e silenzioso piacere. Credo che possa valere questo motto che ho letto non so dove: Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte ti perdi la metà del piacere di andarci. Ecco, fretta è davvero vocabolo abolito dal gergo velistico (regate a parte, suppongo!!).
(leggasi “spanciata”) mi trovo a mollo nell’acqua dolce. Bbrrr, ma che piacere! Tornati a bordo (e augurandomi, per la prossima volta, di trovare la scaletta!!), ce la chiacchieriamo un po’ prima di ripartire. La Breva non pare intenzionata ad alzarsi, ma, riacceso il motore, il Capitano vuol mostrarmi cosa vuol dire “andare a vela” e issa (forse il primo termine tecnico che uso!!) non una, bensì due vele, la randa e la sua amica là davanti! Certo è che col mio “cervello a blocchi” (o, come ha osato insinuare qualcun’altro, “blocchi al cervello”!), Andrea fa il doppio della fatica… deve curare le vele, e tenere sotto controllo la mia direzione. Ma diamine, non è facile!
Tuttavia, la giornata non volge a favore della vela, e alle nostre spalle il cielo si sta scurendo un po’ troppo. A dir del Capitano, non c’è da preoccuparsi, ma intanto riaccendiamo il motore… forse è meglio rientrare (non senza aver osato qualche manovra azzardata!). Direzione, la fontana! Appena in porto, e piegate le vele, tuoni, lampi e le prime gocce d’acqua! E che gocce! Raccattiamo baracca e burattini e abbandoniamo non solo il molo, ma, ahimè, anche quel Ferrari che aspettava di essere stappato per il mio battesimo del lago!
Pazienza, il mozzo comunque ringrazia e promette miglioramenti per la prossima uscita!
Dulcis in fundo… pulenta e missulten in quel di Cernobbio a coronare la giornata all’insegna del lago! Proprio una bella giornata, alla prossima!
Robia
