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Un pomeriggio al pontile

Crew: Andrea, Laura, Paola, Salvatore

Avremmo dovuto lasciare l’ormeggio attorno alle 15:30, avremmo dovuto fare un bellissimo giro a vela approfittando del vento da nord che non accennava a calare, avremmo dovuto regolare la tensione delle sartie,  avremmo dovuto prendere tanto sole, avremmo dovuto fare un fantastico aperitivo in porto. Ma, arrivati al pontile, abbiamo deciso di limitarci alle ultime due attività.

Troppo vento per un albero non ancora messo a punto dopo il rimessaggio primaverile. Troppo vento per prendere il sole con tranquillità e dedizione. Troppo vento per non farci cogliere dal gomitolo. Colpa del vento? All’incirca… diciamo che è stata colpa della pigrizia e del vecchio detto marinaro il quale dice che è meglio essere in porto con il desiderio di uscire che essere fuori con il desiderio di rientrare!

Notevolissima giornata di sole, coronata da un giretto su Lady Sandra ed un aperitivo in compagnia. Grazie Green, grazie Riccardo, grazie tutti!

Andrea

Ai passeggeri di ieri e di domani

090613.01

Crew: Andrea, Laura, Riccardo, Veronica

Finalmente mi accingo a scrivere il famoso diario di bordo… pressata, o meglio braccata da Capitano Andrew, mi ritrovo davanti alla sfida. Eh sì perché di sfida si tratta! Andrew sarà con me quello che io sono per i miei studenti, vorrà da me un resoconto del caldo pomeriggio trascorso insieme all’altezza della mia professione.

Bene, l’ispirazione c’è, è notte… gli scrittori scrivono nel cuore della notte i loro capolavori ma io non sono una scrittrice, però sono una lettrice! E quindi dedico alla Green, ai suoi passeggeri di ieri e di domani, parole ben più ispirate delle mie, è Andrea Vitali, scrittore bellanese che racconta:

…un luogo è pari a un altro. L’amore fa la differenza. Bisogna innamorarsi per capire… mi innamorai così del lago. Guardando a fianco di mia madre un tramonto di fine settembre, greve di suggestioni africane che avevano pennellato il cielo di un giallo intenso… le acque chiare diventarono il ricettacolo delle mie confessioni…ho lasciato spesso correre lo sguardo verso quelle profondità così come tanti altri possono guardare il cielo.

E il lago, poi, si rinnova, rimescolandosi, avvicendando le sue molecole e sprigionando tutt’intorno un ineffabile profumo che, per quanti detrattori possa avere, è il profumo del lago.

E’ che ci si innamora di un luogo come di una donna, e spesso l’unico modo per ricordare l’amante è quello di conservarne il profumo: su una mano, sul risvolto della giacca, tra le lenzuola e sul cuscino. E ritrovarlo è esperienza purissima. Ecco cos’è il lago, un ragazzino innamorato che a volte confessa il suo sentimento e a volte invece fa le bizze, vergognoso. Scostante come un giovane puledro che fa le mosse per fuggire. Ma torna, poi. Torna infine. Poiché noi siamo incompleti, senza di lui. E pure a lui, senza di noi, suoi innamorati, manca qualcosa. L’abbraccio avviene in silenziosa solitudine, benedetto da un lieve rumore di onda…

Grazie agli innamorati della Green per il pomeriggio trascorso insieme…

Veronica

090613.12

090613.13

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